domenica 31 agosto 2008

CI CHIAMI DA TUTTO IL MONDO


Dio, Padre di misericordia
e fonte della vita,
tu ci chiami da tutto il mondo
per celebrare con rinnovato fervore
il grande mistero dell'eucaristia,
memoriale perenne
della Pasqua del tuo Figlio.
Entrando nel Terzo Millennio,
riconoscenti per la salvezza
che ci è stata donata,
con fiducia ti chiediamo:
Fa' che partecipando
dell'unico pane e dell'unico calice
diveniamo un solo corpo in Cristo,
e viviamo della vita divina
che egli ci ha ottenuto
a prezzo del suo Sangue.
Vivificati dal suo Santo Spirito
annunceremo al mondo
le meraviglie del tuo amore.
Per Gesù Cristo tuo figlio
nato dalla Vergine Maria
che è Dio e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo
per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Giovanni Paolo II

giovedì 28 agosto 2008

LA BONTA'



Non permettere mai
che qualcuno venga a te
e vada via senza essere migliore
e più contento.
Sii l'espressione della bontà di Dio.
Bontà sul tuo volto
e nei tuoi occhi,
bontà nel tuo sorriso
e nel tuo saluto.
Ai bambini, ai poveri
e a tutti coloro che soffrono
nella carne e nello spirito,
offri sempre un sorriso gioioso.
Dai a loro
non solo le tue cure
ma anche il tuo cuore.

Madre Teresa

domenica 20 luglio 2008

L'importante è seminare


Semina, semina:
l'importante è seminare
- poco, molto, tutto -
il grano della speranza.
Semina il tuo sorriso
perchè splenda intorno a te.
Semina le tue energie
per affrontare le battaglie della vita.
Semina il tuo coraggio
per risollevare quello altrui.
Semina il tuo entusiasmo,
la tua fede, il tuo amore.
Semina le più piccole cose,
i nonnulla.
Semina e abbi fiducia:
ogni chicco arricchirà
un piccolo angolo della terra.

giovedì 17 luglio 2008

SPENDI L'AMORE A PIENE MANI


Spendi l'amore a piene mani!
L'amore è l'unico tesoro
che si moltiplica per divisione:
è l'unico dono che aumenta
quanto più ne sottrai.
E' l'unica impresa nella quale
più si spende più si guadagna:
regalalo, buttalo via,
spargilo ai quattro venti,
vuotati le tasche,
scuoti il cesto,
capovolgi il bicchiere
e domani ne avrai più di prima.

sabato 12 luglio 2008

DECALOGO DEL SACERDOTE



1. È più importante come io vivo da sacerdote, di ciò che faccio in quanto sacerdote.

2. È più importante ciò che fa Cristo attraverso di me,
di quello che faccio io.

3. È più importante che io viva l'unità nel presbiterio,
piuttosto che buttarmi a capofitto da solo nel ministero.

4. È più importante il servizio della preghiera e della Parola,
di quello delle mense.

5. È più importante seguire spiritualmente i collaboratori,
che fare da me e da solo quante più attività possibili.

6. È più importante essere presente in pochi ma centrali settori operativi,
con una presenza che irradia vita, che essere presente ovunque, in fretta e a metà.

7. È più importante agire in unità con i collaboratori,
che non da solo, per quanto capace io mi ritenga; ossia, è più importante la communio che la actio.

8. È più importante, perché più feconda, la croce,
che non i risultati spesso apparenti, frutto di doti e di sforzi umani.

9. È più importante avere l'anima aperta sul tutto
(comunità, diocesi, Chiesa universale), che non fissata su interessi particolari per quanto importanti mi sembrino.

10. È più importante che venga testimoniata a tutti la fede,
anziché soddisfare a tutte le usuali pretese.

giovedì 10 luglio 2008

Mostrati Signore


A tutti i cercatori del tuo volto

mostrati, Signore;

a tutti i pellegrini dell'assoluto,

vieni incontro, Signore;

con quanti si mettono in cammino

e non sanno dove andare

cammina, Signore;

affiancati e cammina con tutti i disperati

sulle strade di Emmaus;

e non offenderti se essi non sanno

che sei tu ad andare con loro,

tu che li rendi inquieti

e incendi i loro cuori;

non sanno che ti portano dentro:

con loro fermati

poiché si fa sera

e la notte è buia e lunga, Signore.


David Maria Turoldo

venerdì 4 luglio 2008

Preghiera di un servo della Parola

Vorrei essere un figlio della chiesa;
non essere conosciuto come l'iniziatore
di una qualunque eresia,
ma portare il nome di Cristo.
Vorrei portare questo Nome,
che permane,
come una benedizione sulla terra.
Desidero che il mio spirito
come le mie opere
mi diano il diritto
di essere chiamato cristiano.
Se io,
che agli occhi degli altri
sono la tua mano destra,
io che porto il nome di presbitero
e ho come missione
l'annuncio della Parola,
se io arrivassi a commettere qualche errore
contro l'insegnamento della chiesa
o contro la regola dell'Evangelo,
fino a diventare di scandalo per la chiesa,
che la chiesa tutta intera, allora,
con decisione unanime,
mi tronchi via,
proprio me, sua mano destra,
e mi getti lontano.

Origene

25° anniversario dell'ordinazione presbiterale




martedì 24 giugno 2008

Il bambù


In un magnifico giardino cresceva un bambù dal nobile aspetto. Il Signore del giardino lo amava più di tutti gli altri alberi. Anno dopo anno, il bambù cresceva e si faceva robusto e bello. Perché il bambù sapeva bene che il Signore lo amava e ne era felice.
Un giorno, il Signore si avvicinò al suo amato albero e gli disse: “Caro bambù, ho bisogno ti te”.


Il magnifico albero sentì che era venuto il momento per cui era stato creato e disse, con grande gioia: “Signore, sono pronto. Fa’ di me l’uso che vuoi”.
La voce del Signore era grave: “Per usarti devo abbatterti!”.
Il bambù si spaventò: “Abbattermi, Signore? Io, il più bello degli alberi del tuo giardino? No, per favore, no! Usami per la tua gioia, Signore, ma per favore, non abbattermi”.


“Mio caro, bambù”, continuò il Signore, “se non posso abbatterti, non posso usarti”.
Il giardino piombò in un profondo silenzio.
Anche il vento smise di soffiare. Lentamente il bambù chinò la sua magnifica chioma e sussurrò: “Signore, se non puoi usarmi senza abbattermi, abbattimi”.
“Mio caro bambù”, disse ancora il Signore, “non solo devo abbatterti, ma anche tagliarti i rami e le foglie”.
“Mio Signore, abbi pietà. Distruggi la mia bellezza, ma lasciami i rami e le foglie!”.
“Se non posso tagliarli, non posso usarti”.


Il sole nascose il suo volto, una farfalla inorridita volò via. Tremando, il bambù disse fiocamente: “Signore, tagliali”.
“Mio caro bambù, devo farti ancora di più. Devo spaccarti in due e strapparti il cuore. Se non posso fare questo, non posso usarti”.
Il bambù si chinò fino a terra e mormorò: “Signore, spacca e strappa”.



Così il Signore del giardino abbattè il bambù, tagliò i rami e le foglie, lo spaccò in due e gli estirpò il cuore. Poi lo portò dove sgorgava una fonte di acqua fresca, vicino ai suoi campi che soffrivano per la siccità. Delicatamente collegò alla sorgente una estremità dell’amato bambù e diresse l’altra verso i campi inariditi.


La chiara, fresca, dolce acqua prese a scorrere nel corpo del bambù e raggiunse i campi.
Fu piantato il riso e il raccolto fu ottimo.
Così il bambù divenne una grande benedizione, anche se era stato abbattuto e distrutto.
Quando era un albero stupendo, viveva solo per se stesso e si specchiava nella propria bellezza. Stroncato, ferito e sfigurato era diventato un canale, che il Signore usava per rendere fecondo il suo regno.



Noi la chiamiamo “sofferenza”.
Dio la chiama “ho bisogno di te”.

venerdì 20 giugno 2008

PARLAMI




Parlami, Gesù, con la tua voce più intima.
Parlami da Signore,
come solo Dio può fare,
con la tua suprema autorità di eterna Sapienza.
Che il silenzio stesso della tua presenza
diventi una parola che mi esprime il tuo amore.
Dimmi ciò che desideri da me,
che cosa vuoi che io faccia.
Mostrami ciò che ti è dispiaciuto
nella mia condotta passata
e ciò che desideri
per la mia condotta avvenire.
Indicami ciò che ti piace nelle mie azioni,
e gli sforzi che devo fare
perché possa essere una dimora a te gradita.
Dimmi come ti devo amare,
suggeriscimi che cosa ti devo dare.
Parlami nel tuo linguaggio divino,
sommamente efficace,
e opera tu stesso in me quel che mi dici.
Parlami con insistenza,
e deponi la tua parola come un fermento
nel mio cuore.
Parla, Signore,
e dammi uno spirito docile
affinché io possa ascoltare volentieri,
comprendere profondamente,
mettere in pratica fedelmente la tua parola!

(J. Galot, da “Preghiere dopo la comunione”,
edizioni Benedettine - Sorrento)