domenica 8 agosto 2010
Ed è subito sera
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.
sabato 7 agosto 2010
La fedeltà della sofferenza
Non c'è bisogno che ti insegnino come essere felice, ma bisogna che ti insegnino come soffrire, come passare giorni, settimane e mesi rodendoti il fegato, sapendo che poteva andare diversamente. Perché quando uscirai da questa sofferenza e tornerai alla "momentanea felicità" tu sappia che la tua sofferenza ti ha reso più forte, più resistente, quando la tua sofferenza tornerà tu sarai in grado di affrontarla ad armi pari... a lungo andare potresti anche trovartici bene… incominci a vederla come una compagna di viaggio, molto più fedele della felicità... perché la felicità è cosi, momentanea, la sofferenza invece c'è sempre anche nei momenti felici, lei è li.Ma bada bene, anche nella sofferenza puoi trovare la felicità!
"Prima di odiare devi avere amato molto" e lo stesso vale per la Sofferenza... Quando sei felice non ci fai caso, ma quando succede qualcosa che ti fa stare male capisci che la sofferenza è sempre stata al tuo fianco...
venerdì 6 agosto 2010
La sofferenza
Ciò che distingue i grandi scrittori del passatoè la grandezza della loro infelicità;
la disperazione di Pascal,
l'amarezza di La Rochefoucauld,
l'ennui di Flaubert,
la noia di Leopardi,
lo spleen di Baudelaire -
ci seducono soltanto quelle verità
che sono state estorte sotto tortura mentale.
Noi viviamo in un'epoca così disperata
che qualsiasi felicità possediamo
deve essere tenuta nascosta come una deformità,
perchè sappiamo -
sebbene tutta la nostra natura vi si ribelli -
che possiamo creare soltanto
grazie a ciò di cui soffriamo.
giovedì 5 agosto 2010
Gioia e sofferenza
lunedì 2 agosto 2010
Un amico è così
È facile allontanarsi sai
Se come te anche lui ha i suoi guai
Ma quando avrai bisogno sarà qui
Un amico è così
Non chiederà nè il come nè il perché
Ti ascolterà e si baterà per te
E poi tranquillo ti sorriderà
Un amico è così
E ricordati che finché tu vivrai
Se un amico è con te non ti perderai
In strade sbagliate percorse da chi
Non ha nella vita un amico così
Non ha bisogno di parole mai
Con uno sguardo solo capirai
Che dopo un no lui ti dirà di sì
Un amico è così
E ricordati che finché tu vorrai
Per sempre al tuo fianco lo troverai
Vicino a te mai stanco perché
Un amico è la cosa più bella che c'è
È come un grande amore, solo mascherato un po'
Ma che si sente che c'è
Nascosto tra le pieghe di un cuore che si dà
E non si chiede perché
Ma ricordati che finché tu vivrai
Se un amico è con te non tradirlo mai
Solo così scoprirai che
Un amico è la cosa più bella che c'è
E ricordati che finché tu vivrai
Un amico è la cosa più vera che hai
È il compagno del viaggio più grande che fai
Un amico è qualcosa che non muore mai
domenica 1 agosto 2010
Amore
La vita spirituale si riassume nell'amore. Non si ama perchè si vuole fare il bene di qualcuno, aiutarlo, proteggerlo. Agendo in questa maniera, ci comportiamo come se vedessimo il prossimo come semplice oggetto e noi stessi come esseri generosi e saggi. Ma... questo non ha nulla a che vedere con l'amore. Amore significa comunicare con l'altro e scoprire in lui una particella di Dio".Amicizia
Lasciati aiutare, amico mio!
Due uomini avanzavano nella notte lungo un sentiero che attraversava una foresta oscura su una montagna sperduta. Uno dei due era cieco: lo guidava il compagno. Nel buio intrico della vegetazione, d'improvviso un demone si levò dinanzi a loro. Il cieco non provò spavento alcuno, mentre il compagno ne ebbe un gran terrore. E fu allora il cieco a guidare l'amico.L'uccello a due teste
C'era una volta un uccello con due teste e un corpo: la testa di destra era vorace e abilissima nella ricerca del cibo, mentre quella di sinistra, altrettanto ghiotta, era maldestra. La testa di destra riusciva sempre a nutrirsi a sazietà, mentre quella di sinistra era incessantemente tormentata dalla fame. E così un giorno la testa sinistra disse alla destra: "Conosco, qui vicino, un'erba squisita di cui ti delizieresti: vieni, ti conduco dove cresce". In realtà sapeva che quell'erba era velenosa, ma voleva con questo stratagemma uccidere l'altra testa, per poter poi mangiare a piacimento. E la testa di destra mangiò l'erba, e il veleno uccise l'uccello dalle due teste.

